Domande frequenti delle e degli insegnanti

In quanto insegnante, devo assistere all’incontro sull’educazione alla salute sessuale svolto da una/o specialista esterna/o?

Secondo i Cantoni e l’età delle/degli allieve/i, la presenza dell’insegnante può essere richiesta o meno. Informatevi con la/lo specialista in salute sessuale.

  • Motivi che giustificano una presenza: con la sua presenza l’insegnante fornisce un ambiente rassicurante per le/gli allieve/i, ascolta ciò che emerge dalla discussione in classe e il linguaggio utilizzato dalla/o specialista, in modo da poter dare un seguito se le/gli allieve/i dovessero avere altre domande.

 

  • Motivi che giustificano la sua assenza: offrire un momento diverso alle/agli allieve/i e lasciar loro la possibilità di potersi esprimere più liberamente in presenza di una persona adulta che non conoscono e che se ne andrà portando con sé quanto è stato detto.

Il rapporto instaurato tra allieve/i e insegnanti potrebbe renderli taciturni. Le/gli allieve/i non vogliono che le/i loro insegnanti ascoltino le loro esperienze o le loro domande, per paura di essere giudicati.

Cosa fare se un’allieva o un allievo fa degli interventi a carattere omofobico?

In questo caso è importante fare riferimento alla Convenzione dei diritti umani per porre il quadro, così come al principio di non discriminazione, in particolare in relazione all’orientamento sessuale. Va inoltre ricordato che i delitti contro l’onore e la diffamazione sono punibili dall’art. 173 del Codice penale svizzero.

Inoltre, è importante tenere presente che la diversità sessuale può essere un tema difficile e metterli a disagio per diversi motivi: valori differenti, tema tabu nella famiglia e nella cerchia vicina, cultura, ecc. Questo tema può essere particolarmente difficile durante l’adolescenza poiché i giovani stanno costruendo la loro identità di genere e si pongono molte domande. È un periodo di vulnerabilità e questo può manifestarsi attraverso il rifiuto di quello che considerano minaccioso.

Come agire? Ricordate le regole stabilite in classe e sanzionate le/gli allieve/i che le trasgrediscono per garantire un clima di fiducia in classe. Non cercate di convincerli, questi giovani non possono cambiare opinione. Tuttavia, potete far emergere i pensieri di coloro che parlano in modo positivo della diversità sessuale. Inoltre, proponete alle/i allieve/i che hanno fatto queste affermazioni omofobiche uno scambio individuale, questo può aiutare a calmarli e permettere loro di ascoltare un discorso aperto su questi temi.

 

Quali precauzioni bisogna prendere con un’allieva musulmana ?

Nessuna in particolare. Le nostre rappresentazioni spesso ci fanno pensare che un’allieva musulmana sia più pudica e che non oserebbe mostrare interesse per i temi legati alla sessualità. Questi sono solo dei pregiudizi, sui quali dobbiamo riflettere per aprirci alle differenze individuali, e per non chiudere le/gli allieve/i dentro degli stereotipi. Alcuni non hanno mai vissuto delle esperienze amorose o sessuali mentre altri ne hanno avute e questo indipendentemente dal loro sesso, religione, cultura, ecc.

Si può partire dal materiale portato dalle/degli allieve/i, per esempio un videoclip?

Prendere il materiale delle/degli allieve/i è interessante per suscitare il loro interesse e partire dalla loro realtà. È sempre raccomandato visionare il videoclip prima di mostrarlo alla classe per assicurarsi che il contenuto sia adatto all’età delle/degli allieve/i. Guardare un videoclip insieme non è sufficiente, bisogna fissare in anticipo degli obiettivi di apprendimento per poter preparare delle domande specifiche che vi permetteranno di animare la discussione. Questo vi permetterà di avere una riflessione costruttiva.

Cosa fare se un allievo fa esplicitamente riferimento a delle immagini pornografiche?

Dipende dall’età delle/degli allieve/i. Nelle classi di livello primario e secondario 1, le/gli insegnanti sono tenuti a porre il quadro legale e spiegarlo con parole semplici: questi filmati sono riservati a persone di età maggiore di 16 anni. Può capitare che siano stati esposti a tali immagini in modo involontario. Potete raccomandargli di parlarne con degli adulti affinché queste immagini non restino nella loro testa: genitori, specialisti/e in salute sessuale o possono riferirsi a dei siti che rispondono alle loro domande come per esempio infogiovani.ch.

Con le/gli adolescenti potete parlare dei film pornografici come di qualsiasi altra produzione cinematografica per incoraggiarli a sviluppare uno spiritico critico di fronte a tutte le immagini alle quali sono esposti: trucchi, artifici, ruolo degli attori/attrici, rapporto di potere tra uomini e donne, ecc. Potete anche ricordare che ci sono degli/delle specialisti/e in salute sessuale che accolgono i giovani per parlarne così come dei siti internet che trattano questo tema come per esempio infogiovani.ch.

A dipendenza di quanto vi è stato riferito, dovete evidentemente riferirvi alla legge e prendere le misure necessarie in funzione delle procedure del vostro stabilimento scolastico.

 

Si ricorda l'articolo 197 del Codice penale svizzero (Pornografia):

1 Chiunque offre, mostra, lascia o rende accessibili a una persona minore di sedici anni, scritti, registrazioni sonore o visive, immagini o altri oggetti o rappresentazioni pornografici, o li diffonde per mezzo della radio o della televisione, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

In che modo l’educazione sessuale tiene conto dei valori religiosi dei bambini interessati?

L’educazione sessuale basata sui diritti sessuali rispetta la libertà di opinione, così come la libertà di credo e di religione. Lo scopo dell’educazione sessuale è di confrontarsi sui diversi sistemi di valore religiosi e culturali. Una discussione critica consente ai bambini e ai giovani di identificarsi con il loro sistema di valori, senza che altri sistemi di valori vengano sottostimati o negati.

L’educazione sessuale a scuola deve dar voce sia ad approcci “niente rapporti sessuali prima del matrimonio” sia a “il matrimonio per tutti, comprese le coppie omossessuali”. Un’educazione sessuale laica riconosce la diversità religiosa e culturale a condizione che siano garantiti i diritti all’educazione e alle pari opportunità.

In che misura l’educazione sessuale a scuola è in grado di contribuire alla protezione di bambini e adolescenti dagli abusi sessuali?

L’educazione sessuale in famiglia contribuisce in modo significativo alla prevenzione delle violenze sessuali, in particolare attraverso il rinforzo dell’autostima, il rispetto del proprio corpo e permette loro di esprimersi in un clima di fiducia. 

L'educazione sessuale a scuola affronta la sessualità con un approccio positivo spiegando cosa sono le relazioni sane e rispettose e cosa significa l’uguaglianza tra gli individui. Questa educazione rafforza le competenze psicosociali di bambini e giovani lavorando sullo spirito critico e sull'assertività. Queste competenze possono aiutarli a identificare una situazione di violenza e in caso di bisogno di attivare le risorse per cercare aiuto.

Va inoltre ricordato che a prescindere dal programma messo in atto, incombe all’adulto la responsabilità di tutelare la salute dei bambini. La prevenzione delle violenze sessuali passa prima di tutto attraverso una cultura istituzionale che affronti apertamente questo tema e che sia vigile di fronte ad ogni sospetto di violenza.

Si ricorda che la Convenzione d’Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica è in vigore in Svizzera da aprile 2018 (vedi Art. 14 - Educazione).

Come si svolge concretamente un incontro sull’educazione alla salute sessuale realizzato dalle/dagli specialiste/i in salute sessuale?

Nessun incontro è uguale all’altro. Le specialiste e gli specialisti in salute sessuale adattano i loro corsi in funzione della classe. Vi presentiamo di seguito un esempio di incontro sull'educazione alla salute sessuale.

Un incontro sull’educazione alla salute sessuale s’integra nella vita della scuola: le/gli insegnanti sono coinvolti prima e dopo il corso poiché il loro ruolo è fondamentale affinché quest’ultimo si svolga in buone condizioni.

A dipendenza dell’età delle/degli allieve/i, vengono utilizzate diverse modalità didattiche. Le domande anonime sono spesso proposte alle/agli studenti più grandi poiché permettono loro di chiedere tutto quello che desiderano, senza nessun rischio di esporsi. È anche un modo per la/lo specialista di sapere cosa sanno le/gli studenti, a cosa sono interessati e cosa li preoccupa.

Dal momento che la/lo specialista non conosce la classe, l’entrata in materia è fondamentale. Infatti, l’incontro inizia spesso con uno scambio spontaneo su temi quali l’amore, l’amicizia, la sessualità.. Questo permette di rompere il ghiaccio e d’instaurare un rapporto di fiducia tra la/lo specialista e la classe. Inseguito, in funzione delle priorità della classe, vengono utilizzati differenti supporti didattici: disegni, immagini, tavole anatomiche, campioni di metodi contraccettivi, opuscoli, ecc.

Un accento importante viene messo sull’interazione e sullo scambio in una prospettiva positiva della sessualità e ogni allieva/o è libero di decidere se e in quale misura vuole partecipare.

L’incontro termina con un momento di bilancio con la classe e con un momento di scambio con la/il docente.

Non sarò confrontato a domande alle quali non saprò rispondere se parlo di sessualità con le/gli allieve/i?

Può capitare, anche alla/o specialista in salute sessuale, di non saper rispondere a una domanda posta dalle/dagli allieve/ in materia sessuale. Differenti strategie esistono per far fronte a questa situazione. Potete dir loro apertamente che tratterete questa domande in un secondo tempo per lasciarvi il tempo di trovare la risposta documentandovi o informandovi presso una/o specialista (servizi da contattare). Potete anche rispondere partendo da una riflessione con le/gli allieve/i partendo dal loro vissuto per stimolare le loro competenze psicosociali (es. spirito critico, comunicazione, ecc.), in particolare se si tratta di una domanda che si basa sulle loro esperienze. Non dimenticate di verificare bene qual è la vera domanda fatta prima di lanciarvi in una grande spiegazione o nella ricerca di informazioni. La prima cosa da fare è rinviare la risposta alla classe per chiarire la domanda e vedere cosa sanno già a riguardo.

 

Parlare di sessualità non susciterà molta eccitazione?

È una possibilità. Ditevi che è un buon segno, le/gli allieve/i hanno capito che non si tratta di un tema come gli altri. Inoltre, questo dimostra che hanno costruito la loro sfera intima e hanno ragione a volerla proteggere. L’eccitazione serve a mascherare l’imbarazzo. Prima di cominciare ad affrontare le domande sulla sessualità, dovete porre delle regole per facilitare l’instaurarsi di un clima di fiducia. Inoltre, le/gli allieve/i devono sapere cosa che ci si aspetta e non ci si aspetta da loro. Di seguito alcuni esempi di regole che possono essere poste:

  • Ascolto attivo da parte di tutti
  • Nessun commento, né derisioni
  • Diritto di non rispondere alle domande
  • Utilizzo delle parole del dizionario
  • Non si evocano situazioni personali
  • Discrezione
  • Tutte le domande sono benvenute
  • Disponibilità a fine lezione per domande personali
Non sarebbe meglio separare le ragazze dai ragazzi?

Le pratiche rispetto a questa questione possono variare molto. A priori non c’è motivo di separare le ragazze dai ragazzi, dal momento che sono abituati a stare in una classe mista. A volte, c’è chi organizza un momento nel quale le ragazze sono separate dai ragazzi. In effetti, i ragazzi e le ragazze non vivono necessariamente le cose nello stesso modo e possono aver bisogno di ritrovarsi in un gruppo non misto per sentirsi più a loro agio nel condividere i loro vissuti. Tuttavia, a prescindere dal proprio sesso, ognuno vive le cose a modo suo, non tutti i giovani si sviluppano con lo stesso ritmo. Alcuni giovani si sentono più a loro agio in un gruppo misto, altri in un gruppo solo di ragazze o di ragazzi. In entrambe le situazioni, è stato osservato che le/gli adolescenti non dicono le stesse cose a seconda del tipo di gruppo. Inoltre, la scelta di come suddividere il gruppo dipende dagli obiettivi che si intendono perseguire.

Le/gli allieve/i sono più a loro agio con degli adulti dello stesso sesso per affrontare questi temi?

Le nostre rappresentazioni posso portare a pensarlo. Ma, siamo vigili, le nostre rappresentazioni sono guidate dai nostri valori, dalle nostre esperienze, dalle nostre credenze, ecc. ma non ci forniscono alcuna informazione su quello che desiderano le/gli allieve/i se ponessimo loro la domanda.
Per quanto riguarda l’educazione e l’educazione sessuale, è fondamentale garantire un clima di fiducia per permettere alle/agli allieve/i di sentirsi a proprio agio. Per poterlo fare, ci sono degli adattamenti che si possono fare in base alla persona che svolge l’educazione sessuale e alla specificità della classe.

Cosa fare con le/gli allieve/i che non mostrano alcun interesse per questi temi?

Le/gli allieve/i sono tutti diversi e il fatto di essere in un gruppo può aiutare a mostrare interesse per i temi legati alla sessualità o al contrario può lasciare indifferenti. Questo non significa che una/un allieva/o che non mostra alcun interesse non sia curioso o interessato. Può semplicemente ascoltare e approfittare di quello che viene detto, o potrebbe anche sentirsi troppo in imbarazzo per potersi esprimere. L’insegnante deve rispettarlo. Inoltre, i giovani di una stessa classe non sono tutti allo stesso stadio di sviluppo psicosessuale, ognuno ha il proprio ritmo.

Altre domande-risposte (FAQ) sull'educazione sessuale a scuola destinata a bambini e giovani sul sito dell'alleanza per l'educazione sessuale.